05. SCRIVERE

Scritti, pensieri, filosofeggiamenti piu o meno utili

Rivista Studio

Rivista “Studio”

A partire da mercoledì 16 marzo 2011 è arrivata in edicola Studio, rivista bimestrale di attualità culturale.
Dall’uscita del primo numero di Studio e dal lancio del sito (http://www.rivistastudio.com/) sono ormai passati diversi mesi.

Da pochi giorni trovate in edicola anche il numero 4 di Studio
Il numero 4 sarà come sempre ricco di spunti con un focus sul significato e la rappresentazione del concetto di leadership e potere nel contemporaneo, con un contributo in esclusiva di Gianni Riotta e un’intervista alla direttrice di Vogue Franca Sozzani.

Per saperne di più e per abbonarvi visitate il sito: www.rivistastudio.com

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Rivista Studio

Rivista “Studio”

A partire da mercoledì 16 marzo 2011 è arrivata in edicola Studio, rivista bimestrale di attualità culturale.
Dall’uscita del primo numero di Studio e dal lancio del sito (http://www.rivistastudio.com/) sono ormai passati diversi mesi.

Da pochi giorni trovate in edicola anche il numero 4 di Studio
Il numero 4 sarà come sempre ricco di spunti con un focus sul significato e la rappresentazione del concetto di leadership e potere nel contemporaneo, con un contributo in esclusiva di Gianni Riotta e un’intervista alla direttrice di Vogue Franca Sozzani.

Per saperne di più e per abbonarvi visitate il sito: www.rivistastudio.com

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Atipico a chi?

Da qualche giorno è online la nuova inchiesta degli amici di Raissa che si presenta anche con una nuova versione del sito.

http://raissa.it/Raissa.it/Lavoro_Copertina.html

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Da qualche giorno è online la nuova inchiesta degli amici di Raissa che si presenta anche con una nuova versione del sito.

http://raissa.it/Raissa.it/Lavoro_Copertina.html

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Progetto Alga

Ci sono ancora progetti che perseguono l’obbiettivo di diffondere cultura. Se ne volete conoscere uno davvero acuto che spero farà parlare di sè recatevi domenica 13 giugno a Torino, in piazza Carignano alle 16:01 (!).

Il Progetto Letterario Alga nasce dal desiderio di dare la possibilità di leggere libri di qualità a un prezzo equo, stimolando la coscienza critica del lettore. Il giudizio diretto del lettore vuole essere l’unica variabile che determini il successo di uno scritto.

La collana “Edizione” contiene ogni anno cinque romanzi inediti in concorso tra loro, pubblicati senza chiedere alcun contributo economico agli autori e distribuiti anche in luoghi dove di solito non si trovano libri. Ogni lettore vota il libro letto, decidendo così quale dei cinque lavori è il preferito del pubblico.

La collana “Collezione Alga” è il contenitore dei lavori in “Edizione” alla fine del concorso e di altri scritti. Stesse condizioni economiche, sia per gli autori, sia per i lettori.

Dove trovate i libri alga? non in libreria! ma nei negozi, agli eventi, nelle strutture dei partner che hanno deciso di diffondere la letteratura inconsueta.

www.progettoalga.it

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Progetto Alga

Ci sono ancora progetti che perseguono l’obbiettivo di diffondere cultura. Se ne volete conoscere uno davvero acuto che spero farà parlare di sè recatevi domenica 13 giugno a Torino, in piazza Carignano alle 16:01 (!).

Il Progetto Letterario Alga nasce dal desiderio di dare la possibilità di leggere libri di qualità a un prezzo equo, stimolando la coscienza critica del lettore. Il giudizio diretto del lettore vuole essere l’unica variabile che determini il successo di uno scritto.

La collana “Edizione” contiene ogni anno cinque romanzi inediti in concorso tra loro, pubblicati senza chiedere alcun contributo economico agli autori e distribuiti anche in luoghi dove di solito non si trovano libri. Ogni lettore vota il libro letto, decidendo così quale dei cinque lavori è il preferito del pubblico.

La collana “Collezione Alga” è il contenitore dei lavori in “Edizione” alla fine del concorso e di altri scritti. Stesse condizioni economiche, sia per gli autori, sia per i lettori.

Dove trovate i libri alga? non in libreria! ma nei negozi, agli eventi, nelle strutture dei partner che hanno deciso di diffondere la letteratura inconsueta.

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The Brand Gap

A me è stato davvero utile per una presentazione, e mi è bastato vedere questa recensione. Il libro in questione è The Brand gap di Marty Neumeier.

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The Brand Gap

A me è stato davvero utile per una presentazione, e mi è bastato vedere questa recensione. Il libro in questione è The Brand gap di Marty Neumeier.

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Per sembrare intellettuali #2 – Il bufalo della notte

Immagine 3

IL BUFALO DELLA NOTTE – GUILLERMO ARRIAGA
Fazi editore, 2004, 245 pagine

“Spesso mi sveglio sentendo sulla nuca l’alito azzurro del bufalo della notte.” E’ Guillermo Arriaga che vi parla, si, il noto sceneggiatore di Inarritu. Chi bazzica i cinema fumosi e caldi da immaginario messicano, non può essersi perso “Amores Perros” (stupendo), 21 grammi (eccessivo) e/o l’ultimo Babel (ottimo). Questo è un romanzo, anche se la linea di confine tra romanzo e sceneggiatura in questo caso è davvero un dettaglio di forma. Per sembrare intellettuali, ora, potrete intervenire quando il sapientone di turno citerà Inarritu dicendo che Arriaga è anche uno scrittore (canonico) di romanzi. Ma solo voi saprete che “Il bufalo della notte” è una sceneggiatura perfetta. Mi ha ricordato a volte Ammaniti, infatti anche il nostro ha l’abitudine fastidiosa di fare letteratura guardando con entrambi gli occhi l’orizzonte in cerca di un regista. La differenza sta che Arriaga viene girato da Inarritu, ad Ammaniti se va bene gli tocca Salvatores (quello di “Io non ho paura”, non quello di “Come Dio comanda”). Insomma anche se scrive un romanzo, Arriaga non perde il vizio di descrivere ogni gesto, ogni stanza, ogni auto con un’attenzione maniacale. E’ ossessionato dal nulla, dall’atmosfera ossessiva e depressa in cui i suoi personaggi si muovono lentamente. Morte e senso di colpa riempiono le pagine, tra pioggie scroscianti e simboli da decifrare. La lettura insomma non procede spedita, ma ad ogni pagina c’è un richiamo insospettabile che vi rimetterà il libro in mano. Una ossessione piccola ma incisiva si impadronirà di voi. Sentirete sulla nuca l’alito azzurro del bufalo della notte.

Per sembrare intellettuali #2 – Il bufalo della notte

Immagine 3

IL BUFALO DELLA NOTTE – GUILLERMO ARRIAGA
Fazi editore, 2004, 245 pagine

“Spesso mi sveglio sentendo sulla nuca l’alito azzurro del bufalo della notte.” E’ Guillermo Arriaga che vi parla, si, il noto sceneggiatore di Inarritu. Chi bazzica i cinema fumosi e caldi da immaginario messicano, non può essersi perso “Amores Perros” (stupendo), 21 grammi (eccessivo) e/o l’ultimo Babel (ottimo). Questo è un romanzo, anche se la linea di confine tra romanzo e sceneggiatura in questo caso è davvero un dettaglio di forma. Per sembrare intellettuali, ora, potrete intervenire quando il sapientone di turno citerà Inarritu dicendo che Arriaga è anche uno scrittore (canonico) di romanzi. Ma solo voi saprete che “Il bufalo della notte” è una sceneggiatura perfetta. Mi ha ricordato a volte Ammaniti, infatti anche il nostro ha l’abitudine fastidiosa di fare letteratura guardando con entrambi gli occhi l’orizzonte in cerca di un regista. La differenza sta che Arriaga viene girato da Inarritu, ad Ammaniti se va bene gli tocca Salvatores (quello di “Io non ho paura”, non quello di “Come Dio comanda”). Insomma anche se scrive un romanzo, Arriaga non perde il vizio di descrivere ogni gesto, ogni stanza, ogni auto con un’attenzione maniacale. E’ ossessionato dal nulla, dall’atmosfera ossessiva e depressa in cui i suoi personaggi si muovono lentamente. Morte e senso di colpa riempiono le pagine, tra pioggie scroscianti e simboli da decifrare. La lettura insomma non procede spedita, ma ad ogni pagina c’è un richiamo insospettabile che vi rimetterà il libro in mano. Una ossessione piccola ma incisiva si impadronirà di voi. Sentirete sulla nuca l’alito azzurro del bufalo della notte.

Per sembrare intellettuali #1 – Italia de profundis

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ITALIA DE PROFUNDIS – GIUSEPPE GENNA
Minimum Fax, 2008, 348 pagine

Per sembrare intellettuali ho letto “Italia de Profundis”. Non l’ho scelto. Mi è arrivato l’anno scorso da Minimum Fax essendo uno di quei fissati con la casa editrice romana e di conseguenza acquirente non pentito del superpacchetto minimum100. Questo per evidenziare che non conosco gli altri romanzi di Genna e probabilmente mai li leggerò perchè sono gialli/noir, generi che non mi ispirano ore di lettura.

Giuseppe Genna è riuscito in questo romanzo (?) a dividere i suoi lettori, almeno dai commenti che leggo su ibs e anobii, perchè si è allontanato apparentemente dal genere che gli ha fatto vendere molte copie e dalla sua scrittura da romanziere. E’ ovvio che sia cosi, perchè questo è un romanzo nuovo, travestito da biografia, da critica politica populista, da post, da flusso di coscienza drogata alla Burroughs, da appunti sconclusionati, da raccolta di racconti. Questa è un’opera strana che aliena perchè i soggetti sono tanti Giuseppe Genna moltiplicati in più ruoli. Perchè Giuseppe Genna è un uomo qualsiasi, un italiano qualsiasi, un “io” qualsiasi. Questa è un’opera che va letta. E’ un libro importante. Un punto di arrivo dei nostri tempi, delle nostre ore passate davanti a facebook e delle critiche che facciamo ribollire negli stomaci ma sdraiati sul divano. Non importa se i fatti narrati da Genna sono veri, falsi, esagerati, scritti bene o scritti male, l’essenziale è che appaiono reali sia nel contenuto che nel modo in cui l’autore li comunica. Quella che produce il libro è una comunicazione a tre: tra l’autore, il lettore e la massa. La massa che è sempre presente tra le pagine e nell’immaginario del primo e del secondo. La massa stupida, grezza, che frequenta i villaggi turistici, che si anima felice in scene fantozziane, che giudica e che subisce.

Dopo aver letto l’ultima pagina ci si sente amici di Giuseppe, ti sembra di conoscerlo e di capirlo, ti sembra di essere come lui, non per quello che ha fatto o detto di aver fatt0 ma per il suo modo di affrontare le paure e gli spaesamenti, per la sua facoltà di disgustare la stupidità, di soffrire la solitudine, di cadere in tentazione, di essere umano e non vergognarsene. Secondo sua stessa ammissione il libro si sarebbe dovuto intitolare Giuseppe Genna de Profundis quindi, secondo una legge matematica di elementare memoria, ho appena finito di leggere Cristian Confalonieri De profundis.

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Per sembrare intellettuali #1 – Italia de profundis

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ITALIA DE PROFUNDIS – GIUSEPPE GENNA
Minimum Fax, 2008, 348 pagine

Per sembrare intellettuali ho letto “Italia de Profundis”. Non l’ho scelto. Mi è arrivato l’anno scorso da Minimum Fax essendo uno di quei fissati con la casa editrice romana e di conseguenza acquirente non pentito del superpacchetto minimum100. Questo per evidenziare che non conosco gli altri romanzi di Genna e probabilmente mai li leggerò perchè sono gialli/noir, generi che non mi ispirano ore di lettura.

Giuseppe Genna è riuscito in questo romanzo (?) a dividere i suoi lettori, almeno dai commenti che leggo su ibs e anobii, perchè si è allontanato apparentemente dal genere che gli ha fatto vendere molte copie e dalla sua scrittura da romanziere. E’ ovvio che sia cosi, perchè questo è un romanzo nuovo, travestito da biografia, da critica politica populista, da post, da flusso di coscienza drogata alla Burroughs, da appunti sconclusionati, da raccolta di racconti. Questa è un’opera strana che aliena perchè i soggetti sono tanti Giuseppe Genna moltiplicati in più ruoli. Perchè Giuseppe Genna è un uomo qualsiasi, un italiano qualsiasi, un “io” qualsiasi. Questa è un’opera che va letta. E’ un libro importante. Un punto di arrivo dei nostri tempi, delle nostre ore passate davanti a facebook e delle critiche che facciamo ribollire negli stomaci ma sdraiati sul divano. Non importa se i fatti narrati da Genna sono veri, falsi, esagerati, scritti bene o scritti male, l’essenziale è che appaiono reali sia nel contenuto che nel modo in cui l’autore li comunica. Quella che produce il libro è una comunicazione a tre: tra l’autore, il lettore e la massa. La massa che è sempre presente tra le pagine e nell’immaginario del primo e del secondo. La massa stupida, grezza, che frequenta i villaggi turistici, che si anima felice in scene fantozziane, che giudica e che subisce.

Dopo aver letto l’ultima pagina ci si sente amici di Giuseppe, ti sembra di conoscerlo e di capirlo, ti sembra di essere come lui, non per quello che ha fatto o detto di aver fatt0 ma per il suo modo di affrontare le paure e gli spaesamenti, per la sua facoltà di disgustare la stupidità, di soffrire la solitudine, di cadere in tentazione, di essere umano e non vergognarsene. Secondo sua stessa ammissione il libro si sarebbe dovuto intitolare Giuseppe Genna de Profundis quindi, secondo una legge matematica di elementare memoria, ho appena finito di leggere Cristian Confalonieri De profundis.

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Le ricette dei designer

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70 progetti in punta di forchetta. 70 designer si propongono cuochi e attraverso strumenti propri (fotografie, grafiche, disegni) presentano ognuno una ricetta. L’idea è della Compositori editrice. Molto carina la parte finale del libro che presenta un glossario iconografico degli strumenti in cucina meno usati nel quotidiano, tipo la pinza per gli asparagi.

Dalla prefazione di Ferran Adrià (famoso chef spagnolo) “tutto ciò che può contribuire a moltiplicare le sensazioni date da un piatto fa parte della cucina e l’armonia abbraccia non soltanto gli ingredienti ma anche il modo di servirli”.

www.compositori.it

Le ricette dei designer

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70 progetti in punta di forchetta. 70 designer si propongono cuochi e attraverso strumenti propri (fotografie, grafiche, disegni) presentano ognuno una ricetta. L’idea è della Compositori editrice. Molto carina la parte finale del libro che presenta un glossario iconografico degli strumenti in cucina meno usati nel quotidiano, tipo la pinza per gli asparagi.

Dalla prefazione di Ferran Adrià (famoso chef spagnolo) “tutto ciò che può contribuire a moltiplicare le sensazioni date da un piatto fa parte della cucina e l’armonia abbraccia non soltanto gli ingredienti ma anche il modo di servirli”.

www.compositori.it

E’ morto Bob Noorda

bobnoorda

E’ morto ieri pomeriggio Bob Noorda, designer e grafico di origini olandesi ma milanese di adozione. Muore un modo di pensare la grafica forse. Quanti di noi “grafici” possiamo sognare di fare un lavoro simile a quello di Noorda per qualità e longevità? in uno scenario nel quale ti viene richiesto un marchio in un giorno perchè tanto in photoshop ormai tutto sono in grado di farlo (frase di una nostra cliente). Non voglio prendere la notizia della scomparsa di Noorda per sproloquiare su quanto era meglio una volta, perchè non c’ero, quindi sarebbe veramente ridicolo farlo. Il mio era un pensiero nato nell’osservare il lavoro del grafico olandese e constatare che gran parte dei suoi marchi sono tutt’ora utilizzati e probabilmente non verranno mai sostituiti. Inoltre voglio ricordare Noorda perchè è stato l’unico professore a darmi venti (20!) in un workshop al Politecnico. Ovviamente l’ho odiato per questo (anche se me lo meritavo) ma mi ricordo che me l’aveva dato ridendo, non ho mai capito se era divertito dal mio goffo tentativo progettuale (dovevo fare un’installazione con la prima lettera del mio nome) o rideva per me – clamorosamente in ritardo sulla consegna ma con la faccia di bronzo di quello che sosteneva le proprie ragioni. Pensare ora che non lo potrò più incontrare mi dispiace molto.

Articolo con galleria di immagini

intervista a Bob Noorda

E’ morto Bob Noorda

bobnoorda

E’ morto ieri pomeriggio Bob Noorda, designer e grafico di origini olandesi ma milanese di adozione. Muore un modo di pensare la grafica forse. Quanti di noi “grafici” possiamo sognare di fare un lavoro simile a quello di Noorda per qualità e longevità? in uno scenario nel quale ti viene richiesto un marchio in un giorno perchè tanto in photoshop ormai tutto sono in grado di farlo (frase di una nostra cliente). Non voglio prendere la notizia della scomparsa di Noorda per sproloquiare su quanto era meglio una volta, perchè non c’ero, quindi sarebbe veramente ridicolo farlo. Il mio era un pensiero nato nell’osservare il lavoro del grafico olandese e constatare che gran parte dei suoi marchi sono tutt’ora utilizzati e probabilmente non verranno mai sostituiti. Inoltre voglio ricordare Noorda perchè è stato l’unico professore a darmi venti (20!) in un workshop al Politecnico. Ovviamente l’ho odiato per questo (anche se me lo meritavo) ma mi ricordo che me l’aveva dato ridendo, non ho mai capito se era divertito dal mio goffo tentativo progettuale (dovevo fare un’installazione con la prima lettera del mio nome) o rideva per me – clamorosamente in ritardo sulla consegna ma con la faccia di bronzo di quello che sosteneva le proprie ragioni. Pensare ora che non lo potrò più incontrare mi dispiace molto.

Articolo con galleria di immagini

intervista a Bob Noorda

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Spinoza

Immagine 3

Per me: il blog migliore che c’è. E’ famoso, ha già vinto un sacco di premi quindi una segnalazione nostra non è nulla ma siccome lo conosco da poco e siccome è in atto la hit parade, vale la pena spenderci due righe. Andate a farci un giro e fatevi un sacco di risate senza smettere di far girare le rotelle del cervello.

www.spinoza.it

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Spinoza

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Per me: il blog migliore che c’è. E’ famoso, ha già vinto un sacco di premi quindi una segnalazione nostra non è nulla ma siccome lo conosco da poco e siccome è in atto la hit parade, vale la pena spenderci due righe. Andate a farci un giro e fatevi un sacco di risate senza smettere di far girare le rotelle del cervello.

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LA TUA SCRITTURA DIVENTA UN FONT

fonta
In pochi e semplici passi potrai  installare sul tuo computer la font con la tua tremolante e incomprensibile (nel mio caso) scrittura. Basta scaricare e stampare il layout che si trova sul sito, compilare le caselline delle lettere a penna, scansionare e spedire al sito il nuovo pdf contenente la tua scrittura. Il macinino del sito ci ridarà un font scaricabile e voilà, il gioco è fatto.

www.yourfonts.com

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LA TUA SCRITTURA DIVENTA UN FONT

fonta
In pochi e semplici passi potrai  installare sul tuo computer la font con la tua tremolante e incomprensibile (nel mio caso) scrittura. Basta scaricare e stampare il layout che si trova sul sito, compilare le caselline delle lettere a penna, scansionare e spedire al sito il nuovo pdf contenente la tua scrittura. Il macinino del sito ci ridarà un font scaricabile e voilà, il gioco è fatto.

www.yourfonts.com

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Grazie ar cazzo

Ci si spreme le meningi per trovare un’idea geniale per creare network, viral marketing, e bla bla… poi l’idea semplice è quella che funziona, eh si, grazie ar cazzo.

www.graziearcazzo.com

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Grazie ar cazzo

Ci si spreme le meningi per trovare un’idea geniale per creare network, viral marketing, e bla bla… poi l’idea semplice è quella che funziona, eh si, grazie ar cazzo.

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Giudizio Universale

Era una rivista che ha visto l’ultima uscita il mese di novembre del 2008 ora, a distanza di un anno, si ripresenta sottoforma di sito. www.giudiziouniversale.it è un blog che recensisce TUTTO, si va dalla politica al cinema, dai libri alla musica, dall’arte al lifestyle, insomma giudica davvero ogni cosa che possa essere giudicata. Ora si tratta di capire se e quali recensori sono affini alle nostre corde, ma il bello è proprio questo.

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Giudizio Universale

Era una rivista che ha visto l’ultima uscita il mese di novembre del 2008 ora, a distanza di un anno, si ripresenta sottoforma di sito. www.giudiziouniversale.it è un blog che recensisce TUTTO, si va dalla politica al cinema, dai libri alla musica, dall’arte al lifestyle, insomma giudica davvero ogni cosa che possa essere giudicata. Ora si tratta di capire se e quali recensori sono affini alle nostre corde, ma il bello è proprio questo.

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Il fuorionda è illegale

E dopo questo anche il fuorionda verrà messo fuorilegge da un decreto fatto in fretta e furia domani mattina.

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Il fuorionda è illegale

E dopo questo anche il fuorionda verrà messo fuorilegge da un decreto fatto in fretta e furia domani mattina.

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! – l’INNOVeTION VALLEY MAGAZINE

13 febbraio 2009. Nasce !, l’Innovetion Valley Magazine. Il primo trimestrale internazionale del Nordest.
In Italiano e in inglese. In distribuzione con il Corriere della Sera/Corriere del Veneto.

!, un punto esclamativo a sottolineare la sorpresa e lo stupore di un territorio, l’Innovetion Valley, caratterizzato da un’altissima tensione progettuale e creativa,
nella moda come nell’architettura, nell’arte come nel design e nella ricerca.

L’INNOVeTION VALLEY MAGAZINE dà voce a un’area, il Nordest d’Italia, cuore dell’industria creativa mondiale, il territorio a più alta densità di innovazione
e creatività al mondo, dove convivono Palladio come Diesel, Biennale come Bisazza, Guggenheim come Dainese…

! mette al centro la contemporaneità nella cultura come nell’impresa. Attraverso codici propri ed autonomi, ma consapevoli ed internazionali,
per raccontare il locale con un linguaggio globale. Lontano da ciò che è piatto, lontano da ciò che è ovvio.
Per questo ! produce ogni materiale grafico, fotografico o testuale. Senza paure, prendendosi il rischio.

Il rischio di proporre la ceramica tradizionale attraverso una rivisitazione fashion e attuale.
Il rischio di dedicare alcune pagine al Camping Fusina, progetto dimenticato di Carlo Scarpa.
Il rischio di andare alla ricerca degli innovators a New York.
Il rischio di presentare i sex toys di Matteo Cibic.
Il rischio di accostare giovani ma già affermati artisti come Nico Vascellari e Arcangelo Sassolino ad economisti come Pier Luigi Sacco e filosofi come Fulvio Carmagnola.

Un rischio preso da una redazione giovane ma vivace, diretta da Cristiano Seganfreddo e con la grafica di Tankboys,
composta da nuovi talenti della scrittura e della grafica, dell’illustrazione e della fotografia, affiancati da guest star internazionali.

Il rischio, ma anche la determinazione, di rivolgersi a un pubblico locale e internazionale, attraverso un magazine completamente bilingue.

! sarà presentato il 16 febbraio 2009 all’Istituto Italiano di Cultura di New York.
! esce in allegato con il Corriere della Sera/Corriere del Veneto il 13 febbraio 2009. Tra globale e locale. Come la sua natura.
! viene distribuito nei luoghi più importanti della cultura italiana. Dalla Collezione Peggy Guggenheim a  Palazzo Grassi al Mart.
! verrà inoltre distribuito da istituzioni internazionali e da Biennali, dalle Fiere alle grandi aziende dell’Innovetion Valley.

! continuerà a far sentire la sua voce negli eventi più importanti, nel mondo dell’arte e del design,
come il 22 aprile al  Fuorisalone di Milano  e il 4 giugno alla Biennale d’Arte di Venezia.

! continuerà a rappresentare la voce dell’industria creativa del Nordest. Nel Nordest. Nel mondo.

www.innovetionvalley.com

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! – l’INNOVeTION VALLEY MAGAZINE

13 febbraio 2009. Nasce !, l’Innovetion Valley Magazine. Il primo trimestrale internazionale del Nordest.
In Italiano e in inglese. In distribuzione con il Corriere della Sera/Corriere del Veneto.

!, un punto esclamativo a sottolineare la sorpresa e lo stupore di un territorio, l’Innovetion Valley, caratterizzato da un’altissima tensione progettuale e creativa,
nella moda come nell’architettura, nell’arte come nel design e nella ricerca.

L’INNOVeTION VALLEY MAGAZINE dà voce a un’area, il Nordest d’Italia, cuore dell’industria creativa mondiale, il territorio a più alta densità di innovazione
e creatività al mondo, dove convivono Palladio come Diesel, Biennale come Bisazza, Guggenheim come Dainese…

! mette al centro la contemporaneità nella cultura come nell’impresa. Attraverso codici propri ed autonomi, ma consapevoli ed internazionali,
per raccontare il locale con un linguaggio globale. Lontano da ciò che è piatto, lontano da ciò che è ovvio.
Per questo ! produce ogni materiale grafico, fotografico o testuale. Senza paure, prendendosi il rischio.

Il rischio di proporre la ceramica tradizionale attraverso una rivisitazione fashion e attuale.
Il rischio di dedicare alcune pagine al Camping Fusina, progetto dimenticato di Carlo Scarpa.
Il rischio di andare alla ricerca degli innovators a New York.
Il rischio di presentare i sex toys di Matteo Cibic.
Il rischio di accostare giovani ma già affermati artisti come Nico Vascellari e Arcangelo Sassolino ad economisti come Pier Luigi Sacco e filosofi come Fulvio Carmagnola.

Un rischio preso da una redazione giovane ma vivace, diretta da Cristiano Seganfreddo e con la grafica di Tankboys,
composta da nuovi talenti della scrittura e della grafica, dell’illustrazione e della fotografia, affiancati da guest star internazionali.

Il rischio, ma anche la determinazione, di rivolgersi a un pubblico locale e internazionale, attraverso un magazine completamente bilingue.

! sarà presentato il 16 febbraio 2009 all’Istituto Italiano di Cultura di New York.
! esce in allegato con il Corriere della Sera/Corriere del Veneto il 13 febbraio 2009. Tra globale e locale. Come la sua natura.
! viene distribuito nei luoghi più importanti della cultura italiana. Dalla Collezione Peggy Guggenheim a  Palazzo Grassi al Mart.
! verrà inoltre distribuito da istituzioni internazionali e da Biennali, dalle Fiere alle grandi aziende dell’Innovetion Valley.

! continuerà a far sentire la sua voce negli eventi più importanti, nel mondo dell’arte e del design,
come il 22 aprile al  Fuorisalone di Milano  e il 4 giugno alla Biennale d’Arte di Venezia.

! continuerà a rappresentare la voce dell’industria creativa del Nordest. Nel Nordest. Nel mondo.

www.innovetionvalley.com

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Cavi e Tokyo

cavi.jpg

Aspettavo solo che si riempisse un pò… Il buon Marco da quando è a Tokyo documenta le sue giornate tra pesci crudi e saune in un blog spigliato e divertente. Consigliato a chi sta partendo per il giappone, a chi è appena tornato, a chi è perso nell’alfabeto orientale…

cavietokyo.blogspot.com

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Cavi e Tokyo

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Aspettavo solo che si riempisse un pò… Il buon Marco da quando è a Tokyo documenta le sue giornate tra pesci crudi e saune in un blog spigliato e divertente. Consigliato a chi sta partendo per il giappone, a chi è appena tornato, a chi è perso nell’alfabeto orientale…

cavietokyo.blogspot.com

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